FOCUS PROMETEO

Scegliere di inserire un’opera come Prometeo nella stagione lirica di un Teatro di Tradizione come il Regio di Parma può sembrare a prima vista una scelta azzardata, soprattutto se osserviamo la scarsa presenza di opere contemporanee nei cartelloni dei Teatri d’Opera italiani, fortemente caratterizzati dalla prevalenza del grande repertorio. Non sempre è stato così. Basti pensare alle leggendarie prime di Poulenc, Henze, o Stravinskij al Maggio Musicale, alla Scala o a Spoleto. Del resto anche nella carriera del grande Toscanini, di cui celebriamo il 150° anniversario della nascita, troviamo accanto al grande repertorio, prime assolute di opere che sarebbero entrate a pieno titolo nella storia musicale del Novecento.

Nella mia esperienza professionale, durante gli anni trascorsi a Tempo Reale, con Luciano Berio, ho avuto occasione di confrontarmi con la musica contemporanea e con le maggiori istituzioni musicali europee che regolarmente la programmano. Questa esperienza mi ha lasciato la convinzione che ignorare completamente la musica del ’900 non sia un buon segno di vitalità per una cultura musicale che voglia essere aperta al confronto e al rinnovamento.

Nel nostro teatro dunque, della cui programmazione parte fondamentale è il Festival monografico dedicato a Verdi, come è giusto che sia, è doveroso trovare spazio non solo per altri autori e titoli del repertorio operistico, ma anche per una testimonianza dedicata alla musica contemporanea.

Prometeo di Luigi Nono è una delle maggiori testimonianze della produzione musicale del secondo Nocento. Inoltre, per la complessità della sua realizzazione, paga un prezzo importante in termini di esclusione dai cartelloni dei maggiori Teatri d'Opera italiani (dopo la prima edizione nella Chiesa di San Lorenzo per la Biennale di Venezia e agli Stabilimenti Ansaldo per la Scala,
nell’84-’85, solo un’edizione a Gibellina nel ’91), mentre in questi trent'anni oltre 40 esecuzioni integrali sono state realizzate in teatri di tutto il mondo (fonte Ricordi) e non solo di area tedesca, notoriamente avvezzi a proposte che danno alla musica contemporanea grande spazio, ma anche in paesi come l'Argentina, il Regno Unito, la Spagna e il Portogallo.

Abbiamo dunque pensato di colmare tale lacuna immaginando per quest’opera – concepita fin dal suo debutto per uno spazio non convenzionale cui dette forma Renzo Piano – al Teatro Farnese: spazio quanto mai suggestivo e denso di rimandi architettonici, già perno dell'attività del Festival Verdi, e quanto mai adatto ad accogliere un allestimento come questo, con i suoi molteplici livelli che rispondono ai diversi piani richiesti dalla partitura, di cui sarà adottata in prima assoluta l’edizione critica appena ultimata da Ricordi.

Siamo dunque convinti che tale proposta sarà accolta anche dal pubblico più tradizionale e in particolare dai giovani, per i quali abbiamo realizzato Focus Prometeo, un percorso di avvicinamento e approfondimento dell’opera di Luigi Nono con laboratori dedicati a insegnanti e studenti, lezioni-concerto, prove aperte, letture, film, incontri, performance e videoinstallazioni

 

Anna Maria Meo
Direttore generale del Teatro Regio di Parma